Archivi categoria: Senza categoria

Interventi di Paolo Bonafè alla Trasmissione Focus su Rete Veneta del 28/01/2025

Questi sono i miei interventi nella trasmissione Focus del 28 gennaio 2025 su Rete Veneta,  con moderatore il direttore Luigi Bacialli .

Abbiamo discusso sull’informazione di garanzia ricevuta poche ore prima dalla Premier Meloni, assieme ai ministri Nordio, Piantedosi e al sottosegretario  Mantovano,

Vi è un punto che ritengo importante e centrale dell’ agire di un politico, ed è la  questione ETICA .

Questo è un valore ed un principio che al giorno d’oggi viene  poco considerato, se non sconosciuto,  ma che dovrebbe essere invece la stella polare di chi si impegna in politica e che vuole rappresentare la POLIS.

Si dovrebbe poter far politica in piena trasparenza,  senza poter essere ricattabile.

Purtroppo se i partiti non ritornano ai valori fondanti non vi sarà futuro per la politica e per il buon governo.

Le rive della Giudecca  

Piena solidarietà all’iniziativa di raccolta firme degli abitanti della Giudecca perché si metta mano all’annosa criticità delle rive dell’isola, aggredite sistematicamente dalle onde che invadono il piano di calpestio, minacciano di sbriciolare le rive, provocano il proliferare di alghe; una situazione da tempo critica, pericolosa per la circolazione e lesiva del diritto dei cittadini di utilizzo del bene pubblico della riva (per tacere dei danni agli esercenti). Una situazione non solo vergognosa ma addirittura grottesca, da Terzo Mondo, tenendo conto che ci troviamo, nostro malgrado, in una città vetrina mondiale.

Una situazione che va affrontata subito e in modo pragmatico; ben vengano tutte le misure di controllo della velocità dei natanti ma è bene essere realisti: il moto ondoso nel Canale della Giudecca è strutturale, è forse contenibile ma in buona parte ineliminabile. Nelle more, dunque, di un intervento strutturale di rifacimento e rialzo delle rive, inevitabilmente condizionato dalla disponibilità di finanziamenti straordinari (ed è in questo senso doloroso ricordare l’elemosina di 5 Ml € riservata a Venezia per quest’anno), vanno messi in atto interventi temporanei di contenimento. In questo senso sarà indispensabile verificare subito la possibilità di installare dispositivi “rimbalza onde” come quelli proposti dallo Studio Anfibio. E che la Soprintendenza non si metta di traverso con considerazioni teoriche e del tutto aliene dalla vita reale. Ci riferiamo in particolare alla vicenda dello scorso settembre quando una struttura frangiflutti collocata dall’Harry’s Dolci, assolutamente non impattante e peraltro rimovibile, è stata bocciata dalla Soprintendenza perché ritenuta in contrasto col decoro e le caratteristiche dell’isola della Giudecca.

Ebbene, la vita dei cittadini e la residenzialità a Venezia si difendono anche trovando un giusto punto di equilibrio con la tutela paesaggistica, che non può essere l’unico valore da difendere a scapito delle esigenze concrete di chi abita e lavora.

Paolo  Bonafè – Segretario Comunale

Mauro Memo  – Vice Segretario delegato a centro storico e Isole

https://www.facebook.com/share/g/aT3W9uDLHT5JVpyA/?mibextid=K35XfP

16 gennaio 2025

Venezia mobilitazione contro la chiusura di nr. 04 uffici postali in Comune di Venezia

GRIPPO VALENTINA - INTERROGAZIONE 4 UFFICI PT Nuova Venezia articolo su Interrogazione Grippo su chiusura 4 uffici postali Gazzettino articolo su Interrogazione Grippo su chiusura 4 uffici postali

in allegato l’interrogazione presentata su mia sollecitazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy  On. Adolfo URSO e al Ministro dell’Economia e delle Finanze On. Giancarlo Giorgetti da parte della nostra deputata On. Valentina Grippo per chiedere un intervento presso Poste Italiane spa per evitare la chiusura dei 4 uffici di poste Italiane a Trivignano, Marghera ( 2) e Sant’Elena

Come Azione Venezia siamo particolarmente preoccupati per la scelta di Poste Italiane di chiudere questi quattro uffici postali nel Comune di Venezia e ci uniamo nelle iniziative che stanno attuando i partiti politici veneziani e la cittadinanza per evitare questa scelta unilaterale,  che non ha ragione d’essere visti i sempre nuovi servizi che Poste Italiane sta acquisendo, dalla gestione dei pacchi Amazon alla non ultima gestione del rilascio dei passaporti.

A Venezia, soprattutto nel centro storico ma anche nelle periferie, Vi è la presenza di un numero sempre maggiore di anziani e il “servizio sociale” che fanno i dipendenti degli sportelli nel consigliare ed aiutare quegli anziani che ancora usano andare allo sportello per le pratiche di loro necessità, a partire dall’erogazione della pensione, è un patrimonio che non si può disperdere in una città a dimensione d’uomo,  dove si privilegiano i contatti umani alla tecnologia oramai sempre più invadente ed alienante.

Interrogazione a risposta Scritta

Presentatrice On. Valentina Grippo

OGGETTO: CHIUSURA DI NR. 04 UFFICI DI POSTE ITALIANA NELLA CITTA’ DI VENEZIA

Premesso che

  • Poste Italiane Spa ha deciso la chiusura definitiva di quattro uffici postali nella città di Venezia, ovvero: Trivignano, due a Marghera e a sant’Elena ( nel centro storico della città d’acqua)
  • La decisione è stata comunicata senza una precedente mediazione o concertazione e la stessa decisione è già stata comunicata da Poste Italiane spa sia all’AGCOM che alla Autorità delle comunicazioni

Considerato che

  • Questa decisione ha lasciato la cittadinanza basita e sollevato una forte protesta da parte sia dei cittadini che delle Amministrazioni comunale e delle municipalità interessate
  • A seguito di questa mobilitazione è stata indetta una convocazione del Dirigente di poste Italiane Spa referente su Venezia in commissione consiliare
  • La proprietà di Poste Italiane Spa è ancora al 51% a partecipazione pubblica e quindi vi deve essere una valenza sociale in tale partecipazione
  • Poste Italiane Spa giustifica queste chiusure con il potenziamento dei servizi presso le tabaccherie ma questo non è sufficiente a garantire l’insieme dei servizi offerti dagli sportelli postali e certamente viene creato un forte disagio soprattutto verso la popolazione più anziana che nella città storica di Venezia è oramai la maggioranza dei cittadini residenti
  • Gli sportelli di Poste Italiane Spa svolgono anche, con i propri operatori,  un servizio “sociale” di ascolto,  considerando anche che questi anziani usino ancora la modalità di prelievo della pensione presentandosi di persona presso gli sportelli
  • Nel consiglio comunale di giovedì’ prossimo 28 novembre verrà votata una mozione biPartisan per far recedere Poste Italiane dalla decisione

Interroga per sapere

  • Se il Ministro in indirizzo non ritenga di far soprassedere Poste Italiane spa dalla chiusura dei quattro uffici sopra citati, chiedendone in primis la motivazione economica che ha indotto alla scelta e se la direzione locale di Poste Italiane non abbia fatto altre valutazioni rispetto alla chiusura, come quella di rilanciare in questi Sportelli il nuovo servizio di rilascio dei passaporti, servizio da poco passato dalle questure a Poste Italiane Spa

On Valentina Grippo

 

Il ticket d’accesso: ragioniamo senza pregiudizi

2024-07-11 Gazzettino Ticket di accesso ne va il futuro di Venezia

AZIONE VENEZIA – COMUNICATO STAMPA

Le dichiarazioni dell’Assessore Venturini riaprono il dibattito sulla vexata quaestio del contributo da eventualmente pagare da parte dei visitatori di Venezia. È un tema su cui legittimamente si possono avere opinioni diverse, anche molto diverse. Però Venturini pone una premessa che crediamo condivisa: la città è un bene “finito” e non può essere illimitatamente fruita dai visitatori (per motivi talmente ovvi che non li ripetiamo). È un dato di fatto che peraltro riguarda molte altre mete di visita mondiali. È dunque necessario porre un limite che a oggi non è applicabile per legge se non con Ordinanze puntuali che per la loro natura straordinaria non possono essere la risposta a una situazione ripetitiva. In linea di principio non è dunque affatto scandaloso pensare anche a un deterrente economico significativo (fatte salve le dovute eccezioni) unito alla prenotazione obbligatoria che unifichi tutte le tasse (di soggiorno, della ZTL) e configuri una tassa di scopo a carico del visitatore (a fronte di una serie di servizi) i cui ricavi, rigorosamente registrati e resi pubblici, siano destinati a misure specifiche di rivitalizzazione della città come interventi di residenza pubblica, incentivi per attrarre persone, imprese, l’IMU azzerata per chi affitta ai residenti ecc. In altre parole, ricavare dal turismo le risorse per trovare la soluzione agli impatti negativi che lo stesso turismo comporta. Anche perché l’auspicato rifinanziamento della Legge Speciale, nella migliore delle ipotesi, sarà finalizzato alla sopravvivenza fisica della città patrimonio dell’umanità, ma è perlomeno dubbio che arrivino denari anche per politiche di rilancio (cui in linea di principio hanno uguale diritto anche molte aree dimenticate e periferiche del Paese che stanno peggio di noi). Sarebbe l’ora di parlarne con serenità e pragmatismo, avendo in mente il solo bene pubblico, senza strumentalizzazioni, pregiudizi ideologici e posizionamenti interessati. Che si riesca, per una volta, a ragionare solo per il bene della città?

Paolo Bonafè – Segretario Comunale

https://www.linkedin.com/company/azioneveneto

data10 luglio 2024

Tassa di imbarco e costi dell’overtourism

2024-06-24 Gazzettino Azione giusto riproporre la tassa d imbarco

Dal serrato confronto tra il Presidente dell’Aeroporto e il Sindaco di Venezia sul contestato tema della tassa di imbarco cerchiamo di trarre alcune considerazioni applicabili al caso concreto, ma più in generale a tutti gli strumenti che il governo della città ha a disposizione per finanziare i costi pubblici dell’overtourism, in termini di maggiori oneri per la pulizia, lo smaltimento dei rifiuti, i trasporti, la sicurezza, la manutenzione stradale, etc..

Il principio sacrosanto da difendere è che i costi pubblici dell’overtourism non possono essere posti a carico dei residenti, che già ne subiscono i disagi privati, neppure assumendo debiti a carico del bilancio comunale che dovranno pagare i loro eredi. I costi pubblici dell’overtourism vanno quindi posti a carico di chi genera il fenomeno (e quindi dei turisti) e di chi trae extra redditi dal flusso di arrivi (in questo caso le compagnie aeree e i gestori aeroportuali).

La tassa di imbarco proposta dal Comune, legittimato da una legge dello Stato, va quindi nella giusta direzione. La sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del TAR, favorevole alla legittimità della tassa di imbarco comunale, non ne ha contestato i principi di merito ma ha solo addotto un difetto di motivazione che negli atti pubblici è fonte di nullità. Ma è un vizio che può essere sanato riproponendo i contenuti della delibera annullata in una nuova meglio motivata.

Bene quindi ha fatto l’Assessore al Bilancio comunale a riavviare l’iter per reintrodurre la tassa di imbarco con un provvedimento questa volta adeguatamente articolato anche nelle motivazioni.

In teoria ci potrebbero essere delle categorie ingiustamente penalizzate dalla tassa di imbarco, come ad esempio i residenti nel bacino aeroportuale che viaggiano spesso in aereo per motivi di lavoro. Ma basta prevedere per essi il diritto al rimborso che il Comune potrebbe tranquillamente riconoscere rinunciando ad una parte limitata del gettito.

Infine il limite posto dallo Stato alla tassa di imbarco (3 euro) la rende assolutamente tollerabile per chiunque, come invece non si può dire per il costo (9,5 euro) dei biglietti ACTV per non residenti.

Chiedere ai turisti di pagare i costi pubblici dell’overtourism è sacrosanto, ma entro limiti di tolleranza che salvaguardino l’immagine di una città accogliente per visitatori di ogni tipo.

 

Paolo Bonafè – Segretario Azione Venezia

Paolo Diprima – Delegato PNRR e servizi pubblici locali

https://www.linkedin.com/company/azioneveneto

 

23 giugno 2024​

Scritta antisemita al Lido: un segnale da non sottovalutare

2024-05-14 GAZZETTINO -Scritte antisemite al Lido un campanello di allarme

Esprimo, a nome del mio partito e mio personale, il raccapriccio e l’esecrazione per la scritta antisemita apparsa al Lido. Azione si unisce alla condanna unanime da parte di tutte le forze politiche e apprezza la prontezza dell’Amministrazione nel cancellare quelle parole deliranti. Si potrebbe essere tentati di derubricare l’accaduto a bravata di un dissennato, tanto truculenta e insensata è la minaccia apparsa sul muro del Galoppatoio di via Sandro Gallo. E verosimilmente l’autore della scritta è davvero uno squilibrato. Tuttavia, accende un segnale serio di attenzione: le manifestazioni di antisemitismo si stanno pericolosamente moltiplicando, nelle università l’aria per gli studenti ebrei è diventata irrespirabile e da più parti è imposta una narrazione antisemita tout court, del tutto scollegata dalle responsabilità del governo Netanyahu e neppure correlata alla umana e doverosa solidarietà per la tragedia umanitaria dei palestinesi. È invece necessario saper scindere le azioni delle forze armate israeliane, dalla appartenenza alla comunità ebraica. E soprattutto è necessaria la consapevolezza che la questione israelo-palestinese è maledettamente complessa e vi sono torti e ragioni da tutte le parti. Vi è invece un certo immaginario collettivo, fatto di terzomondismo e sensi di colpa occidentali per i peccati del colonialismo, per il quale gli ebrei sono i cattivi perfetti: ovvero i ricchi che vessano i poveri, gli amici degli amerikani. La stessa nascita di Israele, per taluni, è il colpo di coda del colonialismo. Insomma, prendersela con loro ha la fascinazione del sentirsi progressista, pacifista, buono e superiore. Poi i risultati sono le scritte al Galoppatoio. Ricordiamoci sempre delle parole di Francisco Goya: il sonno della ragione genera mostri.

Paolo Bonafè – Segretario Comunale

https://www.linkedin.com/company/azioneveneto

14 maggio 2024