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La leadership futura non potrà prescindere dal benessere delle persone

saleute e benessere sul lavoro

Dopo gli sconvolgimenti causati dalla crisi del COVID-19, le aziende stanno cercando di riprendersi e, cosa più importante, di prepararsi ed organizzarsi per il futuro.

Il 2020 ha fatto rimettere in discussione le tradizionali premesse su cui si fondano l’operatività delle aziende e la vita delle persone. Le aziende si sono rese conto della fragilità della loro rete fornitori, della loro vulnerabilità ai mercati e delle nuove esigenze dei clienti. Nell’adattarsi a questa nuova realtà, molte di esse si sono orientate al cambiamento delle loro metodologie commerciali. La tecnologia poi ha avuto un avvento su tutto ciò che è commerciale, basti pensare agli acquisti on line, che sono aumentati a dismisura, o allo stesso smart working.

È ormai palese che non esiste leadership senza leadership tecnologica. La recente rapida accelerazione digitale ha fatto della tecnologia la base della leadership globale.

Le aziende hanno anche appreso che leader non aspettano la “nuova normalità” ma la creano. I profondi cambiamenti richiedono un progetto coraggioso e un ruolo di primo piano per la tecnologia. Non si tratta solo di far ripartire il business ma di sfidare le convenzioni ed elaborare una nuova visione per il futuro.

In questo futuro, le aziende sono in grado di generare un significativo impatto sul mondo; il successo finanziario costituirà solo un aspetto della leadership. È un’occasione unica per ricostruire un mondo migliore di quello pre-pandemia. Ciò significa ampliare la definizione di valore, includendovi anche il benessere delle persone, l’impatto sull’ambiente, una maggiore inclusività e altro ancora.

All’orizzonte si profila un futuro diverso da quello che il mondo si aspettava. Mentre tale futuro prende forma, non ci sarà spazio per chi resta ancorato al passato. Meglio essere spettatori o protagonisti del cambiamento? Le persone sono pronte per qualcosa di nuovo ed è arrivato il momento che le aziende si adeguino. Let there be change.

Paolo Bonafè

Lido di Venezia

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curriculum vitae

BONAFE’ PAOLO

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Esperienze lavorative e professionali

Delegato alla Sicurezza e Responsabile acquisti Industria Nautica Venezia – IN.NA.VE SPA – Venezia, Ve (DAL 02/2018 AD OGGI )

  1. Responsabile Sicurezza ed Ambiente, Dirigente alla Sicurezza (formazione Punto Confindustria – corso di 24 ore). In tale veste:
    • Garantisco la corretta applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro sulle procedure e regole aziendali ( D.lgs 81/2008);
    • Gestisco le attività di informazione e formazione del personale, nonché nella gestione e supervisione dei dispositivi di protezione individuali DPI;
    • Provvedo alla organizzazione di prove di evacuazione e al monitoraggio dei fabbisogni di documentazione, Cartellonistica e dotazioni di protezione collettiva; Provvedo all’Attuazione dei protocolli di prevenzione diffusione COVID-19.
    • Provvedo alla Gestione e al monitoraggio dei piani di adeguamento e miglioramento sulla Sicurezza;
    • Presidio gli aspetti tecnici e normativi sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
    • Partecipo alle riunioni periodiche e alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro con gli OdV;
    • Monitorizzo ed individuo i fattori di rischio, provvedo alla valutazione rischi con il DL, RSSP e MD ed Insieme provvediamo alla individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa in base alla conoscenza dell’organizzazione aziendale, Elaboro misure preventive e protettive e i relativi sistemi di controllo,
  2. Responsabile Approvvigionamenti di una centrale acquisti di gruppo
  3. Consigliere di Amministrazione Delegato Ambiente
  4. Redazione degli ordini / commesse lavori sulle imbarcazioni dei clienti,
  5. Gestione della manutenzione dei macchinari di sollevamento, trasporto e trazione quali: Travel lift, 2 Grù 3 e 10ton, Fork lift, Trattori carrelli e carri semoventi per imbarcazioni e materiale di rizzaggio.
  6. Gestione della manutenzione delle attrezzature da lavoro (macchinari utensili e per le lavorazioni di cantiere)
  7. Specializzazione professionale quale Ispettore per le verifiche periodiche sulle imbarcazioni da diporto ( corso 20 ore ANCCP Agency)

Formatore sulla Sicurezza Istituto di Istruzione Superiore “G.A. REMONDINI” – BASSANO DEL GRAPPA, VI (DAL 02/2021 AL – 03/2021)

  • Formatore in corso di aggiornamento e formazione continua in materia di Sicurezza (come previsto dal D.lgs 81/2008; L. 107/2015 e Accordo Stato/Regioni del 26/01/2012) su FORMAZIONE SULLA SICUREZZA RISCHIO BASSO/MEDIO/ALTO come attività di PCTO al fine della partecipazione di Studenti a Stage. CORSO di 12 ore per la Classe 3T e di 2 ore ( ultimazione) per la classe 4T
  • TOTALI 14 ORE

Formatore corsi sulla Sicurezza Venice Maritime School – Venezia, Ve (DAL 02/2020 AL 02/2020)

  • Formatore in un corso di Aggiornamento e formazione continua in materia di Sicurezza - Corso di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di Security (cod. 000002-SSD-2020) -
  • durata Corso 12 ore -

Responsabile e Technical Naval Superintendent Compagnia Italiana di navigazione – Tirrenia SpA – Venezia, Ravenna, Ancona, Termoli, Catania,Livorno, Ve, Ra, An, Tm, Ct , Li ( DAL 07/2012 AL 02/2018)

  • Technical Naval Superintendent incaricato delle navi della flotta Tirrenia – Compagnia Italiana di navigazione SpA, operanti sul Porto di Livorno, Olbia e Cagliari dal 01/06/2015 al 23/02/2018
  • Technical Naval Superintendent e Responsabile Ufficio Tecnico ed Acquisti della sede di Venezia di Tirrenia di navigazione SpA e poi di Tirrenia – Compagnia Italiana di navigazione SpA, gestendo con n.4 unità professionali e gestendo le navi della flotta che operavano nei porti della Dorsale adriatica di Ravenna, Ancona, Bari, Termoli e di Catania dal 4/2004 al 31/05/2015
  • Responsabile Ufficio Approvvigionamenti e Bunker di Adriatica di navigazione Spa Venezia dal 2/2002 al 04/2004 e prima Ispettore Tecnico e Responsabile Magazzini della stessa società dal 12/1986 al 2/2002

La funzione di Technical Naval Superintendent di un Società di Navigazione, leader nei collegamenti marittimi, consiste nella figura di interfaccia funzionale e direzionale tra la nave, le direzioni aziendali e gli enti di classifica. Le Attività principali sono:

  • Assicurare l’esercizio e la manutenzione dei mezzi navali della società operanti sulla dorsale adriatica, nonché di navi noleggiate all’estero; Indagare, analizzare (troubleshooting) e risolvere i guasti di macchinari a bordo dando supporto al comando nave e alla direzione di macchina;
  • Verificare la corretta compilazione dei registri di sicurezza, ovvero che siano eseguiti regolarmente ispezioni e i controlli nel rispetto delle scadenze e riportate sui registri manutenzione ed ispezione;
  • Preparare e collaborare al buon esito delle visite, ispezioni e prove richieste dal mantenimento delle certificazioni di cui sono in possesso le navi di propria responsabilità;
  • Preparare documenti di analisi sugli incidenti, mancati incidenti, avarie, sinistri, non conformità ed osservazioni , che coinvolgano apparati e strutture delle navi di propria responsabilità;
  • Rispettare il budget per la manutenzione dei mezzi;
  • Assicurare l’espletamento delle attività necessarie per il mantenimento delle certificazioni nave d’intesa con la funzione SIC e TECN;
  • Assicurare l’indicazione delle specifiche delle forniture e prestazioni necessarie per le attività di propria competenza;
  • Pianificare, organizzare e sovraintendere in autonomia e sulla sorta di direttive operative generali impartite dalla Direzione Operativa le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria da applicare alle navi di propria responsabilità nel corso dell’anno;
  • Verificare la perfetta efficienza delle unità di competenza e identificare in collaborazione con il comando nave le aree di miglioramento dal punto di vista della sicurezza e dell’efficienza operativa;
  • Verificare che gli interventi tecnici e manutentivi, commissionato a ditte, professionisti esterni, squadre di manutenzione aziendali o gli equipaggi delle navi sociali, siano eseguiti secondo il capitolato , i regolamenti tecnici applicabili, le disposizioni della DOP, ed alle norme di legge;
  • Presenziare ed offrire assistenza a prove e collaudi;
  • Supervisionare le prove degli impianti di emergenza e sicurezza nave, assicurandosi del buon funzionamento degli impianti ma anche dei locali e dei macchinari; Istruire pratiche per l’ottenimento di permessi, autorizzazioni etc per la realizzazione degli interventi;
  • Presenziare e condurre le visite condotte dalla Amministrazione ed ente tecnico per il rilascio delle certificazione nave;
  • Vigilare sulla corretta applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro; Sorvegliare e sovraintendere ai lavori in bacino con l’ausilio del responsabile ufficio tecnico;
  • Vagliare la fattibilità tecnica ed economica degli interventi tecnico‑manutentivi e delle forniture richiesti dai comandi nave;

Coinvolgimento nella redazione e Responsabilità per il mantenimento del budget previsto per le navi di competenza;

Commissario Commissione Raccomandatari Marittimi Camera di Commercio Ravenna e Rimini – Venezia, Ve (DAL 07/2010 AL 07/2015)

Commissario nominato dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti in concerto col Ministro dello sviluppo Economico su indicazione della Federlinea (Federazione Armatori) a componente la commissione istituita presso la Camera di Commercio di Ravenna e Rimini per la Tenuta dell’albo Raccomandatari marittimi e quale commissione di esame per nuovi raccomandatari

Commissario Commissione Raccomandatari Marittimi Camera di Commercio di Venezia e Chioggia – Venezia, Ve ( DAL 07/2006 AL 07/2015)

Commissario nominato dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti in concerto col Ministro dello sviluppo Economico su indicazione della Federlinea (Federazione Armatori) a componente la commissione istituita presso la Camera di Commercio di Venezia e Chioggia per la Tenuta dell’albo Raccomandatari marittimi e quale commissione di esame per nuovi raccomandatari

Vicepresidente – Consigliere di Amministrazione Alilaguna Spa – Venezia, Ve ( DAL 06/2009 AL 06/2014)

  • Consigliere di amministrazione e Vicepresidente
  • Posizionamento degli obiettivi organizzativi in linea con la mission aziendale, favorendo in questo modo la crescita del fatturato, del profitto e del business attraverso lo sviluppo di strategie di collaborazione.

Consigliere di amministrazione A.C.T.V. SPA – Venezia, Ve ( DAL 12/2005 AL 06/2013)

  • Consigliere di amministrazione
  • Sviluppo e implementazione di nuove strategie e politiche aziendali in collaborazione con la dirigenza allo scopo di identificare e perseguire obiettivi di business a lungo termine, fornendo così all’azienda una leadership organizzativa solida e sostenibile.
  • Conseguimento di un aumento dei profitti tale da garantire all’azienda la leadership di settore mediante la trasformazione dei piani strategici e l’allineamento degli obiettivi allo scopo di sfruttare a proprio vantaggio l’andamento dinamico del settore.

Consigliere comunale e Presidente Comm. Bilancio Comune di Venezia – Venezia, Ve ( DAL 04/2000 AL 04/2005)

  • Consigliere Comunale – Presidente della Commissione Bilancio, Tributi e Patrimonio

Analisi di priorità e criticità con l’obiettivo di identificare tempestivamente le migliori soluzioni ai problemi prediligendo un approccio cooperativo e pragmatico

 

Ufficiale della marina militare Marina Militare Italiana – La Spezia – Messina, LS + ME ( DAL 04/1985 AL 07/1986)

  • Partecipazione con i mezzi della Marina Militare a missioni di crisi su territorio italiano volte alla protezione delle acque nazionali.
  • Attività di Responsabilità quale Ufficiale di rotta della pianificazione e gestione delle operazioni di pianificazione viaggi, Responsabile Reparto Operativo e Vice responsabile Servizio Telecomunicazioni. Funzioni svolte a bordo della nave Proteo e del coordinamento del personale di bordo, militare e civile.

 

Allievo Ufficiale Adriatica di navigazione Spa – Venezia, Ve ( DAL 06/1984 AL 09/1984)

  • Compilazione delle check list relative allo svolgimento di operazioni di routine e redazione di relazioni tecniche sugli eventuali interventi di riparazione
  • Controllo delle scorte e approvvigionamento di pezzi di ricambio, materiali e componenti di manutenzione.

Responsabilità di guardia in Plancia e di Allievo Commissario

Istruzione e formazione

FORMATORI alla SALUTE e SICUREZZA : SICUREZZA e AMBIENTE

BETAFORMAZIONE – Lugo (Ra), 07/2021

  • Corso di Abilitazione professionale a FORMATORE alla Salute e Sicurezza ( riferimento normativo D.LGS 81/2008 ART. 6, COMMA 8, Lettera M-BIS, Decreto Interministeriale del 6 Marzo 2013, Accordo Stato-Regioni del 7 Luglio 2016)

corso di 24 ore

Iscrizione Albo Professionale di Categoria

R.S.P.P. (art. 32 e 34 Dlgs 81/2008) – ASPP : Sicurezza sul lavoro

FENIMPRESE – BETAIMPRESE – LUGO (Ra), 03/2021

  • Abilitazione professionale a RSPP – Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione ( riferimento normativo D.lgs 81/2008, art. 32 e Art. 34, Accordo Stato Regioni del 26 gennaio 2006 e Accordo Stato Regioni del 7 Luglio 2016 ) grazie al conseguimento dei seguenti attestati di corso:
  • RSPP Modulo A – corso di 28 ore
  • RSPP ( ASPP) Modulo B ‑ corso di 48 ore – Comune a tutti i settori produttivi
  • RSPP Modulo C ‑ corso di 24 ore ‑ Specializzazione per la sola funzione di RSPP

totale 100 ore di formazione

iscrizione all’Albo dei professionisti del settore

 

ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO : SICUREZZA SUL LAVORO

Safengineering – Martellago Venezia, 03/2021

CORSO DELLA DURATA DI 12 ORE

DAL 15/03/2021 AL 19/03/2021

 

ADDETTO ALLA PREVENZIONE INCENDI RISCHIO MEDIO : SICUREZZA SUL LAVORO

Safengineering – Martellago Venezia, 12/2019

CORSO DELLA DURATA DI 8 ORE

EFFETTUATO IN DATA 12/12/2019

 

FORMAZIONE SPECIFICA SULLA SICUREZZA RISCHIO ALTO : SICUREZZA SUL LAVORO

SAFENGINEERING – Martellago Venezia, 10/2019

CORSO DELL DURATA DI 12 ORE

DAL 15/10/2019 AL 23/10/2019

 

ISPETTORE CERTIFICAZIONE IMBARCAZIONI DIPORTO : SICUREZZA TECNICA E DELLE STRUTTURE

ANCCP CERTIFICATION AGENCY – Livorno, 04/2019

CORSO DI DURATA 20 ORE

DAL 16 AL 19 APRILE 2019

 

FORMAZIONE GENERALE DEI LAVORATORI SULLA SICUREZZA : SICUREZZA SUL LAVORO

SAFENGINEERING – Martellago Venezia, 11/2018

CORSO DALLA DURATA DI 4 ORE

EFFETTUATO IL 28/11/2018

 

FORMAZIONE PER FORMATORE : Sicurezza sul Lavoro

Venice Maritime School – Venezia, 06/2017

  • Corso di Abilitazione professionale a FORMATORE riconosciuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Decreto 800/2016 del 19/08/2016
  • Totale ore corso 32 (dal 13/06/2017 al 17/06/2017)

VOLONTARIO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA : SICUREZZA E SALUTE

CROCE ROSSA ITALIANA – Livorno, 02/2017

CORSO DALLA DURATA DI 100 ORE

DA OTTOBRE 2016 A FEBBRAIO 2017

 

UFFICIALE MARINA MILITARE – ROTTA E COMUNICAZIONI : Marittimo – Militare

Accademia Navale di Livorno – Livorno, 03/1985

  • Corso 79/AucD per Ufficiali di Complemento della Marina Militare a seguito di partecipazione e superamento di Concorso Nazionale per AUCD
  • Licenziato con il grado di Aspirante Guardiamarina ed imbarcato su nave PROTEO con la qualifica di Ufficiale di Rotta, Capo Reparto Operazioni, Vice capo servizio telecomunicazioni, successivamente promosso Guardiamarina ed abilitato alla Guardia in Plancia.
  • Congedato con note eccellenti dopo aver percorso 10.000 miglia di navigazione a bordo di una nave ausiliaria PROTEO assunta a comando in capo operazioni di dragaggio del mare di Sicilia.
  • Immesso tra gli ufficiali della riserva e nel 1997 promosso a Sottotenente di Vascello (STV) in promozione a Tenente di Vascello (TV) ]

DIPLOMA NAUTICO DI ASPIRANTE AL COMANDO DI NAVI : Nautico – Marittimo

Istituto Tecnico Nautico ” Sebastiano Venier” – Venezia, 07/1983

  • Diploma Nautico conseguito presso l’ Istituto Tecnico Nautico ” S.Venier” di Venezia – indirizzo Capitani con abilitazione ad ” Aspirante al Comando di navi della Marina Mercantile”

Valutazione finale 50/60

 

Obiettivi conseguiti

Competenze sulla Sicurezza NAVALE grazie al conseguimento di titoli a seguito di corsi di formazione previsti dal Dlgs 81/2008 e dalla Convenzione STCW78

  • Competenze sulla Sicurezza del lavoro come previsto dal T.U. D.lgs. 81/2008 grazie ad un percorso formativo che mi ha portato ad acquisire l’abilitazione professionale a RSPP ( Responsabile per il Servizio di Prevenzione e Protezione), grazie agli Attestati formativi Modulo “A” (28 ore), Modulo “B” (48 ore) e Modulo “C” ( 24 ore) per un totale di 100 ore di formazione da marzo a luglio 2021 .
  • Competenze sulla Formazione sulla Sicurezza del lavoro come previsto dal T.U. D.lgs. 81/2008 grazie ad un percorso formativo che mi ha portato ad acquisire l’abilitazione professionale a FORMATORE, grazie agli Attestati formativi DI Formatore per la Sicurezza (24 ore – luglio 2021) e di Formatore Convenzione STCW (64 ore – giugno 2017)
  • Competenze informatiche su Sistema operativa Windows
  • Competenze su programma gestionale/ Software professionale SAP R4.
  • Competenza su programma gestionale/ Software professionale METODO.
  • Competenza su programma gestionale/ Software professionale ESOLVEN
  • Competenze sulla Gestione della posta elettronica e sui web browser (Crome, Explorer, Safari etc.)
  • Competenza su Social Media
  • Competenza su Certificazioni per Verifiche tecniche Imbarcazioni da diporto
  • Competenze su Gestione e Manutenzione Navale
  • Competenze su Gestione Avarie e rapporti con Assicurazioni e Broker
  • Competenze informatiche – Utilizzo di Microsoft Excel per sviluppare fogli elettronici per il monitoraggio dell’inventario.

Competenze informatiche – Utilizzo di Microsoft Word, Excel , Powerpoint, Paint, Adobre Rider per la gestione delle pratiche aziendali

Attività di Formatore

L’obbligo di effettuare formazione in materia di sicurezza è sancito dagli Accordi Stato / Regione del dicembre 2011 che ne definisce la figura.

Tali aspetti sono previsti già dal Dlgs 81/2008 all’art. 6 comma 8, lettera m-bis, dal Decreto interministeriale 6 marzo 2013, dall’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 201632 e dal Decreto Interministeriale del 06/03/2013.

Rientrando come professione, esperienza e mansione lavorativa e come formazione nei sei parametri previsti ho iniziato la mia opera come formatore in corsi sicurezza.

Tale attività, parallela alla mia attuale professione ed eseguita non in modo continuativo, è una attività che mi appassiona molto e che voglio continuare e coltivare nel tempo.

Profilo professionale

  • Quale Responsabile della Sicurezza e dell’Ambiente, quale Consigliere di Amministrazione Delegato all’Ambiente e quale Dirigente alla Sicurezza di Industria Nautica Venezia – IN.NA.VE. SpA gestisco, per il datore di Lavoro, le attività di sorveglianza, prevenzione, protezione e valutazione dei rischi aziendali e della formazione continua del personale e degli approvvigionamenti dei DPI , in accordo con l’RSPP aziendale e il Medico Competente, così come previsto dai vari articoli e commi del T.U. -Dlgs 81/2008. Ho partecipato e coordinato le procedure di Rinnovo del Certificato Prevenzione Incendio ( CPI) quinquennale del Cantiere nel 2019 e di Rinnovo del Certificato di Sicurezza Antincendio Area Distributore Combustibili del Cantiere nel 2020.

 

  • Ho acquisito l’abilitazione professionale di RSPP / ASPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) a seguito del conseguimento delle attestazione dei Corsi di RSPP Modulo “A” + Modulo “B” + Modulo “C” con FENIMPRESE – BETAIMPRESE ( per un totale di 100 ore di corso);

 

  • Ho acquisito l’abilitazione professionale di FORMATORE su Salute e Sicurezza a seguito del conseguimento della attestazione del Corso di FORMAZIONE PER FORMATORI per la Sicurezza con

BETAFORMAZIONE ( 24 ore di corso) . Quale Formatore Ho già tenuto due docenza in due corsi: il primo di 12 ore sulla formazione alla Sicurezza e alla Security sulle navi nel 2020 e il secondo di 14 ore sulla Formazione Generale alla Sicurezza Rischio Alto presso l’Istituto Scolastico Superiore Tecnico G.A. Remondini di Bassano del Grappa per la formazione di studenti agli stage lavorativi.

 

  • Quale Responsabile Approvvigionamenti di Industria Nautica Venezia – IN.NA.VE. SpA sono dedito al miglioramento continuo dei processi di approvvigionamento di beni e servizi a fronte alla rapida evoluzione e trasformazione dei mercati. Ho partecipando al rinnovo delle Concessioni Demaniali Decennali con APV di Venezia delle due Darsene di Cantiere e sto seguendo le procedure di rinnovo della U.A. Autorizzazione Unica Ambientale del Cantiere con relativa nuova progettazione scarichi acque reflue dell’area in cui opera la società. Nella mia attuale posizione lavorativa mi interesso anche di Gestione Commesse Clienti Diportisti e ho affinato la mia competenza tecnica nelle barche da diporto e a vela grazie a un corso di ispettore per la verifica periodica sulle imbarcazioni da diporto e gestisco la manutenzione delle attrezzature di lavoro e degli impianti/macchinari di cantiere quali : Travel Lift, Grù a colonna da 3 e 10 tonn. , Carroponti, Carrelli elevatori e carrelli semoventi.

 

  • Quale Techinical Naval Superintendent, Responsabile Tecnico e Responsabile Approvvigionamenti di: Adriatica di navigazione. SpA,; Tirrenia di navigazione SpA.; Compagnia Italiana di navigazione SpA; ho maturato una trentennale esperienza nella gestione delle manutenzioni navali, nella gestione tecnica ed acquisti . Per queste compagnie ho maturato anche un esperienza all’estero gestendo tre navi noleggiate da Tirrenia alla Compagnia di navigazione spagnola

 

  • Sono un responsabile operativo scrupoloso, che dimostra una leadership efficace in tutti gli aspetti del lavoro.

 

  • Sono un manager affidabile ed entusiasta, dotato di spirito di squadra, con una forte etica nel lavoro e capacità avanzate di soluzione dei problemi complessi e di problem solving

Sono un professionista dei trasporti e della logistica, per essere stato Consigliere di Amministrazione di importanti società impegnate nel trasporto di beni e persone quali ACTV SpA e Alilaguna SpA impegnate nel Trasporto Pubblico di Linea a Venezia, oltre ad essere un esperto nella

gestione dei materiali e nella riconciliazione dell’inventario.

 

Capacità e competenze

IN AMBITO SICUREZZA ED AMBIENTE

  • Conoscenza della normativa sulla sicurezza degli impianti
  • Corsi di formazione sulla sicurezza e sull’igiene
  • Completa formazione sulla sicurezza base, media e rischio alto
  • Conoscenza della Legislazione generale sulla sicurezza e competenza e Conoscenza in materia di normative sulla sicurezza sul lavoro
  • Formazione del personale addetto alla sicurezza
  • Controllo e mantenimento delle conformità alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Analisi ed individuazione fattori di rischio, valutazione rischi e individuazione misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa in base alla conoscenza dell’organizzazione aziendale, elaborazione di misure preventive e protettive e sistemi di controllo, elaborazione di procedure di sicurezza per le attività aziendali, proposizione di programmi di informazione e formazione lavoratori, partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro con RSPP e Medico Competente

IN AMBITO TECNICO ED APPROVVIGIONAMENTI

  • Negoziazione dei contratti
  • Riduzione e contenimento dei costi
  • Gestione del rapporto con i fornitori
  • Capacità organizzative e di pianificazione
  • Comunicazione efficace
  • Predisposizione al lavoro di squadra
  • Leadership
  • Criteri di classificazione dei rifiuti
  • Abilità di ispezione e di controllo
  • Dimestichezza con gli strumenti informatici

 

Lingue

Inglese :                                     B1

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PORTUALITA’ : TRA LAVORO E SICUREZZA

Importante tavola rotonda sulla Portualità quella che si è svolta lunedì 9 marzo 2015 organizzata con il Candidato Sindaco di Venezia Felice Casson e che ha visto, oltre alla presenza del Senatore Marco Filippi (Capogruppo PD in Commissione Lavori Pubblici ed Infrastrutture Trasporti e profondo conoscitore delle problematiche portuali), quella di importanti rappresentanti imprenditoriali e degli operatori portuali veneziani

Chiaramente nella complessità delle problematiche che oggi interessano la Portualità e, volendo dare come taglio all’incontro la ricerca di soluzioni che coniughino lavoro con la salvaguardia della città, non si poteva non partire dagli effetti del decreto Clini – Passera del 2012 che di fatto ha vietato il passaggio delle grandi navi in bacino San Marco e nel Canale della Giudecca, identificando le navi tra quelle di stazza lorda superiore alle 40.000 tons.

Decreto che è stato poi oggetto di ricorsi e per il quale vale l’attuale norma transitoria che prevede l’autorizzazione al passaggio fintantochè non saranno disponibili percorsi alternativi.

Nelle analisi presentate supportate da dati e numeri che sono pubblicati sul sito dalla Autorità Portuale, abbiamo visto che nella pluralità di attività del porto, la crocieristica sia molto importante per l’economia cittadina. Venezia come Homeport, con il suo 88,6% di passeggeri che usano questo porto come punto di arrivio e partenza, ha una domanda di beni e servizi che non si avrebbero se il porto fosse di solo transito. Nel 2012 il 93,6% dei passeggeri è giunto in città su queste navi, producendo una domanda di beni e servizi pari a 436 milioni di euro di cui 283,6 milioni pari al 64,9% per beni e servizi locali.

Il valore raggiunto rappresenta il 3,26% del PIL del Comune di Venezia e il 0,96% di quello della Provincia. Sempre dalla analisi della A.P.V. si è visto come nel 2011 siano stati 1.777.042 i crocieristi transitati per Venezia per assestarsi a 1.738.547 nel 2012. Interessante è stato anche vedere come questi siano arrivati in 109.460 su navi entro le 40.000 tons di stazza (44 navi) , in 845.727 su navi di stazza tra le 40.000 e le 100.000 (19 navi) e di 783.560 su navi oltre le 100.000 tons ( 14 navi) per un totale di arrivi e partenze di 87 navi passeggeri. Interessante è stato, inoltre, valutare che questi arrivi non portano però un ritorno per l’economia alberghiera cittadina perché: per il 69,5% la loro permanenza in porto varia dalle 6 alle 24 ore. Confrontando poi il dato 2012 con quello del 2010 e 2011 si vede che le navi nei tre anni hanno cambiato la loro caratteristica e dimensione diminuendo quelle entro le 40.000 tons ed aumentando quello oltre le 100.000 tons.. Importante poi è stato analizzare come il porto di Venezia dia lavoro a 1,178 aziende per un totale di 16.886 dipendenti ripartiti in 995 aziende che operano in ambito portuale (15.580 dip) e in 182 (1.728 dip) aziende quelle che operano fuori ambito portuale o all’estero. Aziende che per la complessità della gestione nave svariano in molte tipologie di attività, non solo legate alla gestione operativa della nave, ma anche per la fornitura di beni e servizi diversi e meno conosciuti ( compagnie teatrali, esperti di beauty farm etc.). Ogni volta che una nave arriva in porto sono tir di merce che viene consegnata sottobordo. Ma si è anche visto che non sono solo le navi pax che portano economia alla città. Il Resoconto 2014 dimostra come, anche in un periodo di crisi, il porto di Venezia abbia mantenuto un alto standard di efficienza con l’arrivo di 3.366 navi ( da notare il rapporto tra il complesso navi e quelle solo passeggeri che sono state attorno alle 90 unità) con le varie tipologie di trasportato come le Liquid Bulk ( 9.930.000 tons), le Dry Bulk ( 6.500.000 tons), le General Cargo (7.920.000 Tons), dove tra queste vi sono compresi i 730.000 containers movimentati e poi i 2.072.000 passeggeri trasportati nel complesso delel tipologie di nave

Quindi cosa fare per mantenere viva questa attività produttiva cittadina?

Personalmente ho proposto 5 punti che sono: !) Promuovere l’integrazione tra le competenze delle acque veneziane e quelle delle lagune di Chioggia e Caorle, assegnandone la Governance al nuovo Sindaco metropolitano; 2) Agire affinché il piano regolatore portuale sia ricompreso nel piano regolatore comunale come Master Plan ( siamo fermi al 1964 per quello portuale e al 1908 per quello comunale), per permettere al comune di avere un regia unica sulle opere infrastrutturali del proprio territorio. 3) Promuovere uno studio di fattibilità per mettere in rete gli oltre 3600 kilometri di rete ferroviaria portuale integrandoli con quelli della rete ferroviaria merci e passeggeri e con quella della rete del Servizio Ferroviario metropolitano ( si potrebbe collegare il Vega e l’area di Santa Marta via treno); 4) Sviluppare ed allargare l’area del Porto Franco all’intera area portuale, integrando anche Venezia, come è stato fatto per altri posti in Italia, così da ottenere sgravi per le aziende e per il rilancio economico cittadino; 5) Che il Neo Sindaco Metropolitano avvii un confronto con l’Autorità Portule superando le divisioni di questi anni, e unitamente sviluppino sinergie per: a) finalmente avviare il Terminal di Fusina portando lì il traffico delle Autostrade del mare, b) mantenere in Marittima solo le navi che, per dimensione e tonnellaggio, sono compatibili con la strutture urbanistica e la fragilità della città; c) trovare insieme la soluzione logistica e progettuale migliore per mantenere il porto passeggeri e l’attuale traffico crocieristico. Soluzioni e progetti ve ne sono almeno tre dei quali uno vede il potenziamento e il trasferimento a Portomarghera di tutta la crocieristica, oppure un altro progetto vede la creazione di un porto passeggeri alle bocche di porto, Certamente tutte soluzioni che devono essere valutate e vagliate dagli organi di controllo preposti e dalla VIA, ma che poi, la soluzione ritenuta migliore sia realizzata in breve tempo. Questo richiede l’economia portuale e che serve anche per rilanciare l’economia cittadina, creando così nuova occupazione e anche il governo dei flussi turistici in città.

Dal questa Tavola Rotonda è stata lanciata una sfida al nuovo Sindaco Metropolitano e Felice Casson, su questo si è reso disponibile ad accettare tale sfida e volerla vincere.

Paolo Bonafè

Disastro antropologico e sociale nell’Italia 2011

Anche la Chiesa, a seguito dello scandalo sessuale che ha investito il Presidente del Consiglio, ha finalmente denunciato il “disastro antropologico” che attraversa la società italiana. Non si può non concordare con la CEI nel momento in cui si appella alla formazione delle coscienze come strumento fondamentale per superare la “desertificazione valoriale”,  fattore costituente di una mentalità, imbevuta di “una rappresentazione fasulla dell’esistenza, volta a perseguire un successo basato sull’artificiosità, la scalata furba, il guadagno facile, l’ostentazione e il mercimonio di sé”. Una mentalità alla radice del “disastro antropologico” che “si compie a danno soprattutto di chi è in formazione”.

Ma questa drammatica fotografia, che dimostra l’avvelenamento culturale cui l’Italia è stata sottoposta dopo 17 anni di berlusconismo, si accompagna al  “disastro sociale”  che priva ulteriormente  le nuove generazioni di possibilità di progettare il loro futuro, di sentirsi protagonisti della vita del Paese. La crisi economica sta provocando l’aumento delle distanze sociali, accentuando le disuguaglianze e accentrando la ricchezza nelle mani del 10% delle famiglie che, da sole, detengono il 45% delle ricchezza del Paese. I ricchi, insomma, sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri, mentre la classe media scivola inesorabilmente nella precarietà  economica.

Un tempo il lavoro rappresentava una garanzia di dignità contro la povertà, oggi questo non è più vero: anche in Italia si sta affermando la categoria dei lavoratori poveri, fenomeno ben conosciuto negli USA, dove ha trovato la definizione sociologica di  “workong poor”

Dobbiamo invertire la rotta rispetto  ad una politica del lavoro, che enfatizza flessibilità e precarietà, a fronte della concreta  perdita e rimodulazione dei diritti acquisiti in tanti anni di lotte sindacali.

Assistiamo così ad una autentica emergenza sociale che sta creando generazioni prive di tutele previdenziali e ammortizzatori sociali: i giovani oggi vivono un peggioramento sociale ed economico della loro vita rispetto alla generazioni dei loro padri, una involuzione del processo di crescita del Paese, inconcepibile fino a 15  anni fa.

Anche il tasso ufficiale di disoccupazione è falsato dalla presenza dei cosiddetti lavoratori scoraggiati – che  non si iscrivono più negli uffici del lavoro – e dal moltiplicarsi dei contratti ascrivibili allo stesso lavoratore.

Oggi sono le  famiglie e non lo Stato  a farsi carico della funzione di ammortizzatore sociale.

In questo scenario rappresentano un ricordo le tre “I” dello slogan di Berlusconi (impresa, inglese, informatica) che hanno lasciato il posto a  “P”,  precarizzazione, povertà, paura. La sfida oggi sta in una nuova svolta politica, culturale e valoriale che investa in un Italia dove si affermino  le tre “S”: solidarietà, società e sicurezza.

Paolo Bonafè –

Di crisi si muore

Si moltiplicano sulla stampa le drammatiche notizie di  imprenditori e lavoratori che si suicidano  per il rischio di fallimento della propria azienda o per la perdita del posto di lavoro.

Nella sola area del nord-est, un tempo conosciuta come zona del miracolo economico, 1198 aziende, nel 2009, hanno aperto formalmente le procedure di crisi, coinvolgendo 31.000 dipendenti; il Pil pro capite, in due anni, ha subito un calo del 7,6%; la disoccupazione è salita al 4,8% e 237.000 sono le persone ufficialmente alla ricerca di lavoro.

In questo tessuto sociale, attraversato da una crisi economica senza precedenti, nell’ultimo anno, si sono tolti la vita 14 imprenditori e 7 lavoratori. Le cronache riportano biografie, su cui è delicato indagare, perché significherebbe entrare in scelte personali e drammatiche, che lacerano reti familiari e interrogano profondamente le  comunità di appartenenza. Ma queste vicende danno riscontro della profonda solitudine, in cui  le persone maturano scelte così estreme, come segno di un pesante fallimento personale. E’ come se l’individualismo del nostro vivere quotidiano, non permettesse di pensare che, nei luoghi preposti – le associazioni datoriali e di categoria, i sindacati – sia possibile  trovare uno spazio di confronto e una rete di protezione, per affrontare  la  situazione di emergenza. Per questo, va individuato e creato un tavolo permanente di dialogo,  per individuare strategie e trovare risposte  efficaci. L’uscita dalla crisi è un percorso multilivello che, coinvolgendo una pluralità di responsabilità e di attori, può trovare soluzioni condivise, attraverso le facilitazioni di accesso al credito, la formazione e l’innovazione.

Paolo Bonafè Presidente www.LaboratorioVenezia.it

Servizio Civile laboratorio di cittadinanza

In Italia l’istituto del Servizio Civile trova la propria ragion d’essere nel concetto di difesa non violenta e non armata dello stato.

Oggi, a seguito dei cambiamenti normativi e culturali, pur non essendo più legato all’obiezione di coscienza, in quanto caduto l’obbligo alla leva, mantiene la propria connessione ai principi di responsabilità e solidarietà, che vedono i giovani operare e concorrere alla tutela ed al benessere del Paese.

Nella legge 64/2001, infatti, il Servizio Civile trova un’ interessante definizione quale attività volontaria, aperta ai giovani, di entrambi i sessi fra i 18 e i 26 anni, interessati ad un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale di durata annuale, che si realizza mediante l’opportunità di sperimentarsi in attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.

Tale enunciazione mette in luce come, a fronte dell’attuale crisi delle agenzie di formazione civile e della scarsa capacità di attrazione della politica, l’esperienza del servizio civile rappresenti un laboratorio per maturare e sviluppare i valori propri del principio di cittadinanza responsabile: offrendo ai giovani l’opportunità di mettere a disposizione saperi e disponibilità, se ne riconoscono e valorizzano le competenze, in un contesto che è occasione di avvicinamento e confronto con le istituzioni e le organizzazioni, che producono beni e servizi per la comunità.

Il Servizio Civile educa i giovani, attraverso il misurarsi con le complessità e le responsabilità, alla partecipazione attiva alla vita sociale, promuovendo una società più solidale e coesa.

Paolo Bonafè Laboratorio Venezia

VENEZIA: la necessità di riprogettare l’economia della città.

I molteplici processi di ristrutturazione, hanno già causato l’allontanamento da Venezia di molte aziende, con il seguente cambiamento della struttura produttiva della città, che ha influito sulle stesse trasformazioni antropologiche e socio-economiche, che ben conosciamo.
In questo contesto, si è sviluppato il solo settore turistico che, seppure fonte di ricchezza ed occupazione, dominando il mercato in una logica di mono-economia, ha comportato un impatto deflagrante sul tessuto cittadino: lo sviluppo turistico, non armonizzato, ha comportato il lievitare dei costi della vita quotidiana e ha drogato il mercato della casa. In questo settore, l’esplosione della formula del B&B, strutture alberghiere di piccole dimensioni a gestione domestica, ha sottratto al mercato dei residenti anche gli appartamenti di piccole-medie dimensioni.
Ogni anno, l’ipotesi di introduzione di forme di regolazione dei flussi turistici, occupa una settimana del dibattito cittadino, per poi essere archiviata, perché comporterebbe strumenti di complessa gestione.
Ma intervenire a favore della città e dei suoi cittadini, significa anche uscire dalla logica della mono – economia turistica, nella consapevolezza che, per ogni azienda che lascia, Venezia diviene sempre più povera, non solo dal punto di vista economico, ma anche perché devitalizzata nel suo tessuto cittadino.
In questo senso, va messo al centro dell’attenzione politica e imprenditoriale il ruolo cruciale dell’attività portuale, che impiega, direttamente od indirettamente, circa 18.000 lavoratori: il Porto di Venezia può essere strategicamente il polo da cui ripartire, per riprogettare l’economia della città.

Paolo Bonafe
Presidente Laboratorio Venezia
www.laboratoriovenezia.it

Come fermare le troppe morti bianche causate da incidenti sul lavoro

Il tema della sicurezza nei posti di lavoro è drammaticamente tornato alla ribalta: nel 2006 le morti per infortunio sono state 1320, con un aumento del 2,2% rispetto al 2005. I primi sette mesi del 2007, con le 719 vittime, mettono in luce un ulteriore incremento dell’1,7%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Pur nella loro aridità, i numeri servono a porre al centro dell’attenzione di tutti un fenomeno, cui anche la nostra provincia ha pagato il proprio tributo di sangue e di dolore, che va ad ascriversi in un contesto in cui la dimensione della precarietà, dell’illegalità, del non rispetto delle normative, sta attraversando troppi luoghi di lavoro. Il settore maggiormente colpito è sicuramente quello dell’edilizia, nel quale sono anni che i sindacati denunciano il sistema dei sub-appalti e l'assenza dell'impresa nei cantieri, sostituita da forme di “caporalato”: ciò significa scarsa professionalità, lavoro nero e sfruttamento. L’ANMIL (l'associazione mutilati e invalidi sul lavoro), si sta battendo da anni nel sollecitare una modifica della attuale legislazione e interventi sulle cause conclamate di incidenti: innanzi tutto diventano indispensabili la collaborazione e l’accordo tra le parti sindacali e datoriali, ma anche una nuova legge sul lavoro. Già nel 2006 il Ministro Damiano aveva annunciato l'apertura ufficiale del tavolo sul lavoro nero con le parti sociali, proponendo la creazione di un “testo unico sulla sicurezza sul lavoro” che doveva vedere già la luce entro il 2006.
Nei cantieri e nei capannoni delle fabbriche del nostro paese si paga tutti i giorni un prezzo salatissimo e nello stesso tempo evitabile. Per questo vanno accolte le parole del Presidente Napolitano che invita ad “..un costante livello di attenzione e un forte impegno civile al fine di diffondere la più ampia consapevolezza della gravità del fenomeno e di promuovere una comune, operante cultura della sicurezza”.

Paolo Bonafe’
Presidente Laboratorio Venezia
www.laboratoriovenezia.it

Venezia: la necessità di mantenere forte il legame tra la città e il suo porto.

A Venezia è continua fonte di dibattito la diversa opinione circa l’opportunità di mantenere l’attività portuale nella città storica.
Quale rappresentante di una parte di lavoratori, che operano nel settore marittimo, ritengo utile porre sul tavolo della discussione alcune considerazioni, quali ulteriore contributo, per favorire una maggiore conoscenza del tema.
Desidero ricordare, innanzi tutto, come Venezia abbia perduto negli anni importanti aziende che hanno trasferito sedi e personale in terraferma, non solo a causa di trasformazioni aziendali, ma soprattutto per i maggiori costi gestionali legati alla logistica e ai trasporti. Questo esodo ha comportato una sommersa crisi economico-occupazionale che solo in parte ha potuto essere riassorbita dal settore turistico o dalle aziende ex municipalizzate.

Siamo consapevoli che i cambiamenti della struttura produttiva hanno avuto ricadute sul tessuto sociale e sull’economia della città (esodo, mercato della casa, rete commerciale), pertanto se partiamo dal presupposto che ogni azienda che lascia Venezia, rende la città più povera sotto il profilo sociale ed economico, dobbiamo riflettere se ci si può permettere di perdere una attività, come quella portuale, che dà lavoro, direttamente od indirettamente, a circa 18.000 lavoratori.
Per questo ritengo di avanzare alcune considerazioni alle argomentazioni poste in opposizione al traffico navale; soprattutto verso quelle che sono legate alla sicurezza e al controllo delle navi, ai pericoli che queste possono arrecare alla città e al problema del moto ondoso.

Per quanto concerne la sicurezza è giusto sapere che la Capitaneria di Porto, ora Guardia Costiera, ha effettuato in questi ultimi tre anni, su navi che toccano il Porto di Venezia, ben 455 controlli legati al PORT STATE CONTROL, strumento che sottopone a verifica le navi straniere che scalano i porti italiani, per accertarne la conformità alle norme internazionali in materia di sicurezza della navigazione ed anti-inquinamento, nonché alle norme nazionali applicabili. Esso mira a contrastare il fenomeno delle navi ”sub – standard”, che costituiscono un pericolo per le persone imbarcate, per l’ambiente e per la sicurezza dei traffici marittimi. In generale le navi sono catalogate secondo un profilo di rischio generato da un database informatico europeo, nel quale confluiscono i dati di tutti gli ispettori PSC dei paesi membri. Il numero di queste ispezioni ammonta a circa 20.000 l’anno e nella sola Italia, nel 2004, ne sono state effettuate 2385, grazie al lavoro di 140
Ispettori PSC. Per quanto concerne le navi battenti bandiera italiana, i controlli vengono effettuati annualmente e anche i sindacati sono coinvolti nella visita ai servizi di bordo e in quella tecnico- sanitaria.

Per quanto concerne il pericolo che le navi possono arrecare alla città, voglio ricordare l’episodio, avvenuto lo scorso anno, dell’arenameto alla M/N “MONA LISA”: dall’indagine è emerso che, a provocare l’incidente, fu un concatenarsi di cause quali la nebbia, una errata manovra ed un mancato uso dei rimorchiatori (che vengono utilizzati a discrezione dell’armatore). Vista la ridotta velocità in bacino, pari ai circa 6 nodi, era impossibile che la nave potesse andare ad urtare le rive di San Marco, data l’esistenza di una basso fondale fangoso (unghia), che arriva fino ai lati del canale di navigazione e, l’avvenuto arenamento, ne è conferma.

Per una maggiore sicurezza si può intervenire sul legislatore e su chi è chiamato a garantire il rispetto delle regole, operando perché le navi possano entrare solo in condizioni di alta marea e assenza di nebbia e, se hanno un tonnellaggio superiore alle 3000 tonnellate, siano obbligate all’uso di uno o due rimorchiatori. La velocità consentita dovrebbe poi essere ridotta a quella di governo nave.
Per quanto concerne il problema moto ondoso, ci si può attenere alle formule matematiche in uso alle migliori “vasche navali” del mondo, che evidenziano quanto il moto ondoso sia legato alla ampiezza e profondità del tratto di mare attraversato, al dislocamento nave e alla velocità di spostamento sull’acqua. Quindi, aumentando la sezione di un canale, con l’aumento della sua profondità, diminuisce la velocità dei flussi (inclusi quelli di marea) a beneficio delle sponde e della migliore distribuzione dell’ acqua. Ne risulta che, considerando il Canale di S. Marco, largo circa 200 mt (in rapporto ai 30 mt. massimi di una grande nave), abbiamo un moto ondoso ininfluente. Anche nel Canale S.Andrea diviene importante il rapporto tra l’immersione della nave e la profondità del canale; per questo l’Autorità Portuale richiede da tempo che la profondità sia riportata dagli attuali 9 mt, agli 11, eliminando ogni cunetta, come già previsto dalle cartografie del 1938. Tale intervento è previsto e collegato al D.P.C. del 3/12/2004, che decreta la stato di emergenza socio-economico-ambientale relativo ai canali portuali veneziani, a cui ha fatto seguito l’Ordinanza PCM n.3383, che ha nominato il Commissario all’escavo dei canali e alla depurazioni dei Fanghi e delle Acque, che si unisce al progetto integrato Fusina.

Il Segretario Regionale
FEDERMAR/CISAL
Paolo Bonafè