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COMMERCIO, RESIDENZA E LAVORO: TRE OBIETTIVI PER TOGLIERE MESTRE DAL DEGRADO E DARE UN FUTURO DI SVILUPPO ALLA CITTA’

Il tema commercio sta avendo una particolare rilevanza in queste cronache estive, tanto che sembra una novità la desertificazione di attività commerciali, come sembra sia una novità la movida notturna dei locali in centro storico veneziano e la legittima richiesta dei residenti di poter dormire dopo le 23.

Due realtà contrapposte tra loro, due città diverse nella stessa città, con ricette diverse da attuarsi: caos e schiamazzi a Venezia, per una vita notturna animata e silenzio e degrado a Mestre, dove sono sempre più le serrande chiuse a causa della chiusura di attività, molte volte di negozi di vicinato.

Oramai anche il settore alimentare, nelle varie declinazioni, è sempre più rivolto alla clientela turistica, e questo avviene anche su Mestre, seguendo il triste esempio della città storica.

La Confesercenti ha presentato studi dove si evidenzia che il commercio può essere un elemento rivitalizzatore di parti di città dimenticate ed è certo così. Su Mestre noi riteniamo che si confonda la causa con l’effetto: è il commercio che si rivitalizza quando i clienti hanno capacità di spesa e dove esiste nuova residenzialità. Il commercio ha bisogno di una residenza stabile. Nella fattispecie Mestre si ripopolerà di negozi quando ci saranno clienti che consentiranno a questi negozi di stare in vita. Da tempo si ha la sensazione di un progressivo e inarrestabile impoverimento della popolazione residente, a cui ha fatto seguito una desertificazione commerciale drammatica, come testimonia la centralissima via Olivi (ma non solo).

Cosa diversa su Venezia, dove molte attività commerciali sopravvivono anche per la presenza delle attività alberghiere, di locazioni turistiche e B&B. Definire che i posti letto a Venezia si equivalgono al numero dei residenti è la chiara fotografia di come sopravvive il commercio in città. Alcuni, come il Direttore di AVA in un recente convegno da noi organizzato, ha anche fatto presente che molte professioni sopravvivono a Venezia proprio perché esiste l’imprenditoria alberghiera, altrimenti chi darebbe lavoro ad avvocati, ingegneri e architetti, visto il sempre minore numero di residenti? Cosa permetterebbe la sopravvivenza di negozi di vicinato a Venezia, se non ci fossero gli avventori di locazioni turistiche e B&B? Venezia certamente senza turisti vivrebbe la stessa condizione che vive Mestre.

La desertificazione commerciale di tante vie del centro di Mestre è sintomo di degrado e questi luoghi, la sera, diventano presto ricettacolo di sbandati. Vedi anche quanto è avvenuto in aree dismesse come quella dell’Ex Ospedale Umberto I

Quindi su Mestre possiamo certamente richiedere maggiore presenza delle forze di polizia o dei servizi sociali, ma questa parte della città di Venezia tonerà ad essere sicura solo quando tornerà un benessere diffuso, quando torneranno i negozi, ma soprattutto quando tornerà il lavoro, stabile, legato a grandi aziende, ad attività produttive floride, ad una industria green che ripopoli le attuali aree di Portomarghera. Quindi necessita lavoro, lavoro, lavoro. Per questo le polemiche sterili di chi vive di rendita in città sono da stigmatizzare  A questo proposito Mestre dovrebbe ricordare di essere una grande città industriale e portuale e scatenare il finimondo sulle molte posizioni ambientaliste radicali,  che di fatto ne hanno bloccano lo sviluppo, come successo per anni per quanto concerne il Porto con il Piano Morfologico della Laguna e la continua “querelle” sulle grandi navi oppure sullo sviluppo della area ZES. Gli integralisti del NO a tutto non fanno il bene della città, e i più non si stanno accorgendo che, oggi,  viviamo il risultato delle scelte di quella minoranza rumorosa,  che ha sovrastato invece la maggioranza silente, che non si mobilita e non fa rumore,  ma che in questo caso subisce.

Le grida di pochi attivisti zittiscono la massa di gente laboriosa,  che crede nel futuro di sviluppo di questa città. Condivido molto quanto diceva Lino Toffolo, un amante di questa città. Veneziano radicato nella sua Murano, che usava dire che Venezia senza i Veneziani è come Pompei. Appunto, noi non vogliamo diventare un Museo a cielo aperto,  con vogliamo divenire dei figuranti in maschera. Noi di Azione, invece vogliamo:  Sviluppo, Lavoro e Nuova residenza  ed una industria e una portualità sostenibili ( perché Venezia per la sua storia è un grande porto commerciale) e non ci arrendiamo ai fatalisti (od interessati) che vogliono questa città come un grande Museo all’aperto.
Paolo Bonafè, Segretario Comunale – AZIONE Venezia

Cristian Zara, Responsabile Commercio, Artigianato & Comunicazione – AZIONE Venezia

2 Agosto 2023

COMMERCIO, RESIDENZA E LAVORO: TRE OBIETTIVI PER TOGLIERE MESTRE DAL DEGRADO E DARE UN’FUTURO DI SVILUPPO ALLA CITTA’

Il tema commercio sta avendo una particolare rilevanza in queste cronache estive, tanto che sembra una novità la desertificazione di attività commerciali, come sembra sia una novità la movida notturna dei locali in centro storico veneziano e la legittima richiesta dei residenti di poter dormire dopo le 23.

Due realtà contrapposte tra loro, due città diverse nella stessa città, con ricette diverse da attuarsi: caos e schiamazzi a Venezia, per una vita notturna animata e silenzio e degrado a Mestre, dove sono sempre più le serrande chiuse a causa della chiusura di attività, molte volte di negozi di vicinato.

Oramai anche il settore alimentare, nelle varie declinazioni, è sempre più rivolto alla clientela turistica, e questo avviene anche su Mestre, seguendo il triste esempio della città storica.

La Confesercenti ha presentato studi dove si evidenzia che il commercio può essere un elemento rivitalizzatore di parti di città dimenticate ed è certo così. Su Mestre noi riteniamo che si confonda la causa con l’effetto: è il commercio che si rivitalizza quando i clienti hanno capacità di spesa e dove esiste nuova residenzialità. Il commercio ha bisogno di una residenza stabile. Nella fattispecie Mestre si ripopolerà di negozi quando ci saranno clienti che consentiranno a questi negozi di stare in vita. Da tempo si ha la sensazione di un progressivo e inarrestabile impoverimento della popolazione residente, a cui ha fatto seguito una desertificazione commerciale drammatica, come testimonia la centralissima via Olivi (ma non solo).

Cosa diversa su Venezia, dove molte attività commerciali sopravvivono anche per la presenza delle attività alberghiere, di locazioni turistiche e B&B. Definire che i posti letto a Venezia si equivalgono al numero dei residenti è la chiara fotografia di come sopravvive il commercio in città. Alcuni, come il Direttore di AVA in un recente convegno da noi organizzato, ha anche fatto presente che molte professioni sopravvivono a Venezia proprio perché esiste l’imprenditoria alberghiera, altrimenti chi darebbe lavoro ad avvocati, ingegneri e architetti, visto il sempre minore numero di residenti? Cosa permetterebbe la sopravvivenza di negozi di vicinato a Venezia, se non ci fossero gli avventori di locazioni turistiche e B&B? Venezia certamente senza turisti vivrebbe la stessa condizione che vive Mestre.

La desertificazione commerciale di tante vie del centro di Mestre è sintomo di degrado e questi luoghi, la sera, diventano presto ricettacolo di sbandati. Vedi anche quanto è avvenuto in aree dismesse come quella dell’Ex Ospedale Umberto I

Quindi su Mestre possiamo certamente richiedere maggiore presenza delle forze di polizia o dei servizi sociali, ma questa parte della città di Venezia tonerà ad essere sicura solo quando tornerà un benessere diffuso, quando torneranno i negozi, ma soprattutto quando tornerà il lavoro, stabile, legato a grandi aziende, ad attività produttive floride, ad una industria green che ripopoli le attuali aree di Portomarghera. Quindi necessita lavoro, lavoro, lavoro. Per questo le polemiche sterili di chi vive di rendita in città sono da stigmatizzare  A questo proposito Mestre dovrebbe ricordare di essere una grande città industriale e portuale e scatenare il finimondo sulle molte posizioni ambientaliste radicali,  che di fatto ne hanno bloccano lo sviluppo, come successo per anni per quanto concerne il Porto con il Piano Morfologico della Laguna e la continua “querelle” sulle grandi navi oppure sullo sviluppo della area ZES. Gli integralisti del NO a tutto non fanno il bene della città, e i più non si stanno accorgendo che, oggi,  viviamo il risultato delle scelte di quella minoranza rumorosa,  che ha sovrastato invece la maggioranza silente, che non si mobilita e non fa rumore,  ma che in questo caso subisce.

Le grida di pochi attivisti zittiscono la massa di gente laboriosa,  che crede nel futuro di sviluppo di questa città. Condivido molto quanto diceva Lino Toffolo, un amante di questa città. Veneziano radicato nella sua Murano, che usava dire che Venezia senza i Veneziani è come Pompei. Appunto, noi non vogliamo diventare un Museo a cielo aperto,  con vogliamo divenire dei figuranti in maschera. Noi di Azione, invece vogliamo:  Sviluppo, Lavoro e Nuova residenza  ed una industria e una portualità sostenibili ( perché Venezia per la sua storia è un grande porto commerciale) e non ci arrendiamo ai fatalisti (od interessati) che vogliono questa città come un grande Museo all’aperto.
Paolo Bonafè, Segretario Comunale – AZIONE Venezia

Cristian Zara, Responsabile Commercio, Artigianato & Comunicazione – AZIONE Venezia

2 Agosto 2023

Il “Penultimatum” dell’UNESCO

La minaccia dell’UNESCO, l’ennesima (ormai non si contano i “penultimatum”), di inserire Venezia nella lista dei Patrimoni dell’Umanità a rischio, verte sostanzialmente su tre punti: l’emergenza climatico/ambientale, l’eccessivo attivismo urbanistico e l’overtourism.

Sul primo punto si riconoscono i benefici del MOSE, delle opere di protezione della Piazza, dello stop del passaggio delle Grandi Navi ma, guarda caso, “non basta”. Non basta mai.. non gli hanno spiegato bene come funziona l’impermeabilizzazione della Piazza, poi ci sono gli effetti del traffico sul Canale dei Petroli, e i natanti inquinanti e non dimentichiamo l’inquinamento di Porto Marghera.. Insomma, una posizione che sembra dettata da quel furore ideologico/ambientalista (che a Venezia conosciamo bene) per cui si ha la netta impressione che qualsiasi misura messa in atto non sarebbe comunque stata ritenuta sufficiente.

Stesso furore ideologico aprioristico sembra animare anche i rimproveri sull’eccessivo attivismo urbanistico. Vorremmo capire come impattano sul Patrimonio dell’Umanità la bretella ferroviaria dell’aeroporto o la torre Setten (senza entrare nei pro e contro di quest’ultima). Traspare un’idea di pura conservazione dell’esistente peraltro estesa alla Terraferma che si vorrebbe insensatamente “congelare” perché l’UNESCO pretende un “perimetro di protezione più esteso”. Peraltro, l’impostazione confligge con l’altra criticità, il calo dei residenti, che giustamente l’UNESCO rileva. Perché il concetto di salvaguardia va inteso in senso olistico, considerando anche le opportunità di sviluppo delle attività economiche ‘altre’ rispetto al turismo e quindi le prospettive di vita e di attrattività del luogo. Esattamente il contrario della logica di pura conservazione che sembra stia a cuore dell’UNESCO, che sembra approcciare Venezia con le stesse modalità di un sito archeologico.

L’UNESCO ha altresì ragione da vendere sul terzo punto, l’allarme per l’overtourism. Sulla cui regolamentazione si è discusso molto e fatto nulla. Qui però si pone un problema all’UNESCO stessa: ormai tutti i siti di attrazione turistica, anche quelli secondari, soffrono di un assedio soffocante che in moltissimi casi degrada la fruizione da parte del turista stesso. È un tema mondiale ed epocale tale per cui, su queste basi, l’UNESCO dovrebbe mettere nella danger list moltissimi siti. Venezia non è né migliore né peggiore di Ortigia, di Macchu Picchu, Barcellona, Bruges o il Taj Mahal. E l’aspetto amaramente ironico è che città e borghi fanno a gara per essere inserite nel prestigioso elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità proprio per averne un impulso turistico. Ed è proprio il turismo, quando eccessivo, che costituisce un potenziale motivo di esclusione.

In ogni caso, se mai Venezia entrerà nella danger list sarà un motivo di imbarazzo per lo Stato Italiano, che ha la responsabilità di Venezia nei confronti del mondo. Per noi cittadini cambierà ben poco. Ci terremo i nostri problemi e le nostre speranze di costruire un futuro di equilibrato sviluppo per la città e tutta l’area vasta. Con una consapevolezza: Venezia È di fatto un patrimonio dell’umanità e tale rimarrà. Checché ne pensi l’UNESCO.
#ItaliaSulSerio

Antonella Garro, Segretaria Metropolitana
Paolo Bonafè, Segretario Comunale

1 Agosto 2023

Commercio a Mestre, come poter evitare la desertificazione dei negozi

2023-06-09 Comunicato stampa su commercio a Mestre

AZIONE VENEZIA condivide le forti preoccupazioni degli operatori commerciali rispetto alla situazione nella quale sembra esser caduta l’area di Piazza Ferretto a Mestre, con vetrine chiuse e serrande abbassate, che ormai da anni sembra non avere più alcuna prospettiva.

Pensiamo non sia possibile che il Cuore pulsante della nostra Mestre sia senza alcuna prospettiva: sollecitiamo l’Amministrazione Comunale a farsi promotore con le Associazioni di Categoria e con i proprietari dei locali affinchè si possa dare nuova linfa alla Piazza e nuova fiducia ai tanti che sarebbero pronti ad investire nuovamente.

Pensiamo non sia sufficiente solamente il rilanciare eventi ed iniziative durante tutto l’anno come proposto da alcuni, che peraltro stanno avendo grande successo quando vengono organizzati e di questo il merito va all’Amministrazione, ma riteniamo sia necessaria una regia unitaria, che necessariamente deve stare in capo al Comune.

La migliore soluzione sarebbe quella di rendere anche su Mestre il “Distretto del Commercio” una entità a se stante, come già avvenuto in altre importanti città italiane e che tanto bene sta facendo a questi centri: vorrebbe dire attivare politiche di raccolta fondi, di iniziative di promozione e di proposte, che diversamente verrebbero meno o comunque con più difficoltà.

Il Distretto del Commercio costituisce infatti una delle principali espressioni a sostegno del settore nell’ambito dei centri storici e urbani.

Seppur vero poi che i canoni di affitto si sono ridotti, non sono probabilmente ancora a portata di tanti e quindi proporremo anche su questa area la possibilità di attivare dei temporary shop, che sicuramente sarebbero molto apprezzati e che andrebbero a tutelare sia la proprietà che gli investitori.

Giudichiamo positivamente la politica dell’amministrazione comunale rispetto alla concessione ai giovani degli spazi di proprietà pubblica ad affitto agevolato per l’apertura di nuove attività: questa è l’attenzione che deve esserci rispetto a quanti vogliono fare impresa anche su Mestre.

Paolo Bonafè – Segretario Comunale AZIONE VENEZIA

Cristian Zara – Responsabile Area Commercio-Artigianato  e Comunicazione AZIONE VENEZIA

QUALI POLITICHE PER SVILUPPARE LA RESIDENZIALITA’ E PER BLOCCARE L’ESODO  

2023-05-29 QUALI POLITICHE PER LA RESIDENZIALITà E PER BLOCCARE L'ESODO-12023-05-29 QUALI POLITICHE PER LA RESIDENZIALITà E PER BLOCCARE L'ESODO-2

 

Come Azione Venezia ci stiamo domandando come dev’essere il futuro di Venezia per i prossimi 30 anni.

Per rispondere a questa domanda dobbiamo pensare ad un modello di sviluppo compatibile e gli errori che sono stati compiuti fino ad ora, visto che la città storica si sta spopolando di residenti e di attività produttive.

E’ parere di una parte della città (e che noi riteniamo sia da rivedere) che Venezia debba essere uno spazio fisicamente preservato, disponibile alla visita dei visitatori di tutto il mondo e nel maggior numero possibile. Questo è’ un modello che mira alla pura conservazione fisica e allo sfruttamento della città ai soli fini turistici.

Questo modello confligge, però fisiologicamente,  con la necessità di una città abitata, che possieda caratteristiche ben precise,  tra le quali quella di avere delle attività lavorative (attività portuale, commercio, artigianato, ecc) alternative al solo turismo e  che viva anche di abitanti residenti.

E’ importante essere consapevoli del problema oggettivo che le aspettative dei cittadini, e in generale di coloro che ritengono che Venezia non possa perdere i suoi abitanti pena “perdere l’anima”, confliggono di fatto con quello che il mondo fin’ora ha chiesto e voluto che fosse Venezia. Lino Toffolo usava dire che Venezia senza i Veneziani è come Pompei

Lo spopolamento di Venezia, causato da fenomeni in qualche modo epocali (il calo demografico e la naturale tendenza dei centri storici a svuotarsi) è anche determinato da un insieme di fattori, tra i quali l’assenza di disponibilità abitativa per giovani coppie, anche a causa del proliferare delle locazioni turistiche,  la mancanza di lavoro stabile in città, se non legato al turismo  e all’assenza di un sistema di mobilità moderno ed adeguato alle esigenze di mobilità dei cittadini e dei turisti ( con la ovvia necessità di suddividere dove possibile i flussi).

Sull’emergenza abitativa e il blocco all’esodo abitativo Azione vuole fare delle proposte politiche che si focalizzino, non solo su politiche abitative mirate ai residenti, ma anche su interventi complementari agli altri grandi temi in discussione per Venezia.

La proposta di politica residenziale specifica per Venezia, per Mestre e per Marghera, si vuole sviluppata su due grandi filoni: le nuove edificazioni e il recupero del patrimonio residenziale pubblico, dopo decenni di abbandono.  In questa ottica il patrimonio pubblico andrà gestito in modo competente, curato (creando una efficiente funzione dedicata comunale e regionale), utilizzando ogni livello di finanziamento europeo, nazionale, comunale, modificando i meccanismi di accesso all’alloggio, introducendo l’efficientamento energetico sostenibile degli immobili stessi.

La seconda è il recupero di aree ora dismesse e da destinare a nuove abitazioni da mettere sul mercato immobiliare. Nei primi anni 2000 sono già state riconvertire aree post industriali della Giudecca (vedi area Ex Jungans) per realizzare appartamenti in parte di social housing e in parte destinati alla libero mercato. Bisogna perseguire sulla strada intrapresa e mettere regole di mercato che prevedano l’impossibilità di acquisto di nuovi alloggi, per poi metterli sul mercato delle locazioni turistiche

Riteniamo poi, che il vasto patrimonio immobiliare pubblico, debba tornare ad una regia comunale, all’assessorato Casa di Cacciariana memoria, perché i molteplici enti pubblici che gestiscono immobili di residenziale pubblica non possono gestire autonomamente il complesso meccanismo delle assegnazioni, ma la regia deve essere unica e basata su regole e parametri chiari.

Poi vi è il tema residenza scolastica e universitaria, e qui si deve creare una sinergia tra l’Università e il Comune anche per concentrare i siti universitari e creare poi dei servizi pubblici dedicati, soprattutto legati ai trasporti e alla mobilità cittadina.

La grande area del Vega che oggi sta vedendo la possibilità di essere ceduta dalla gestione pubblica a quella privata, potrebbe divenire un grande campus universitario dotato di parcheggio, mensa e sale auditorium. Lo stesso è già un hub di interscambio ferro (treno) e gomma(autobus) sia con Venezia, che con l’entroterra veneto. L’Università deve dialogare con l’Amministrazione Comunale e le scelte di entrambi gli enti devono andare concertate.

Per la mobilità, una possibile innovazione sarebbe la creazione / ultimazione dei terminal, anche previsti dal PUMS,  senza scandalizzarsi sull’uso dei PILI e di San Giuliano,  come interscambio tra bus turistici e mezzi acquei, in un’ottica di gestione dei flussi;  ma anche il riprendere alcuni grandi progetti per la città, come ad esempio la Sub lagunare, soprattutto ora che verrà costruita una bretella ferroviaria in zona aeroportuale e la nuova stazione di collegamento con l’alta velocità.

Questi sono solo alcuni dei cambiamenti possibili finalizzati ad una decisa modifica della qualità della vita di chi questa città vuole abitarla, di chi ci lavora, studia o la visita con immutata meraviglia.

Venezia, 30/05/2023

AZIONE VENEZIA

Paolo Bonafè – Segretario Comunale Azione Venezia

Leda Costantini – Delegata Mestre e Terraferma e Responsabile Residenzialità Azione Venezia

Quali progetti per Mestre, per rendere la città più viva e sicura

 

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Su Mestre stiamo vedendo che in questo periodo vi una attenzione maggiore, rispetto al passato, per quanto riguarda il tema sicurezza e sviluppo del territorio e questo grazie all’attivismo delle associazioni territoriale di cittadini che si sono poi unite nella grande e partecipata manifestazione contro il degrado e per la sicurezza che ha avuto, grazie al grande eco, la conseguente ed immediata presa di posizione delle forze dell’ordine e della amministrazione comunale.

Da allora si vedono dei passi in avanti, ma bisogna insistere. La zona di Via Piave e della stazione necessitano di enormi piani di riqualificazione. Il progetto di fattibilità tecnico economica presentato da FS per la “nuova” stazione di Mestre, che andrebbe a collegare anche Marghera, andava in questa direzione. Vi è anche un progetto che vogliamo portare avanti che è quello dii riprendere i progetti  di stazione sotterranea per la stazione di Mestre, che permetterebbe una riqualificazione della  attuale area di via Trento e via Piave, a favore di maggiore verde pubblico e di luoghi di aggregazione. Mestre ha bisogno di una nuova riprogettazione urbanistica

Ma anche la rigenerazione abitativa di Mestre può essere importante per fermare il degrado, riteniamo che si debba puntare soprattutto sui giovani e nel progetto Venezia Città Campus, che potrà avere ottime ripercussioni a Mestre.

È evidente come uno studente o un giovane lavoratore che passa un anno nella nostra città possa giovare molto di più ai piccoli negozi di vicinato rispetto al turista classico che si ferma per pochi giorni, per questo è fondamentale ripartire da chi la città ed in particolare il quartiere può popolarlo e farlo vivere.

Dalla tesi di Laurea della dottoressa Giliberto emerge chiaramente come il quartiere offra tutti i servizi di prossimità facilmente accessibili e non è scontato dato che siamo assediati dai centri commerciali. Bisogna proseguire intensamente con il contrasto allo spaccio e alla microcriminalità seguendo alcune vie maestre: espulsioni dal territorio nazionale che hanno portato dei primi risultati, presidi di polizia fissi che aiutano e migliorano la sensazione di sicurezza per il cittadino ed un’azione sociale forte per aiutare le persone che cadono nel tunnel della droga.

Bisogna altresì prestare attenzione a non spostare il problema in altre zone senza effettivamente ridurlo. Però come affermato dal professor Micelli oltre al contrasto alla criminalità bisogna impegnarsi con forza per promuovere nuove forme di socialità in una zona dove il tessuto sociale si è sfaldato e le persone si sentono al sicuro solo dentro le mura di casa.

Paolo Bonafè Segretario Comunale Azione Venezia

Tommaso de Vido Responsabile Tavolo Degrado e Sicurezza Azione Venezia

Problema commercio in Calle delle “Rasse” e plateatici

2023-05-03 Nuova Venezia Nuovi temporary shop calle rasse

2023-05-03 Nuova Venezia Nuovi temporary shop calle rasse

AZIONE VENEZIA condivide le forti preoccupazioni degli operatori commerciali ed artigiani che operano in centro storico rispetto alla situazione di abbandono nella quale sembra esser caduta l’area di Calle delle Rasse, con vetrine chiuse da anni e senza più alcuna prospettiva. Seppur vero che si aspetta con ansia l’intervento di riqualificazione delle proprietà DANIELI pensiamo non sia possibile che il Cuore pulsante della nostra Città sia abbandonato all’assalto dei turisti, senza poter dare alcuna prospettiva ai tanti che sarebbero pronti ad investire nuovamente su tale area e quindi a ridare vita agli esercizi commerciali: una proposta per Noi fattibile potrebbe essere nel condividere con la proprietà la possibilità di attivare dei temporary shop, che sicuramente sarebbero molto apprezzati e che andrebbero a tutelare sia la proprietà che gli investitori. Giudichiamo invece positivamente la politica dell’amministrazione comunale rispetto alla concessione ai giovani degli spazi di proprietà pubblica ad affitto agevolato per l’apertura di nuove attività: questa è l’attenzione che deve esserci rispetto a quanti vogliono fare impresa.

Chiediamo infine un intervento deciso dell’amministrazione comunale rispetto alla giungla dei plateatici  che stanno proliferando nelle Isole: non ci riferiamo esclusivamente ai plateatici che superano le concessioni comunali dei pubblici esercizi e che dovrebbero essere controllati “ metro alla mano” ma anche a quei negozi che incuranti delle normative comunali occupano suolo pubblico mettendo a rischio anche l’incolumità delle persone in quanto riducono di molto lo spazio pedonale delle singole aree/calli (problema che evidenziamo in modo particolare in isole altamente frequentate da turisti come in questi giorni  l’Isola di Burano). Crediamo sia doveroso un deciso intervento nel rispetto dei tantissimi imprenditori/artigiani/commercianti rispettosi delle normative, affinché non debbano pagare sempre le conseguenze di questa concorrenza sleale.

 

Paolo Bonafè – Segretario Comunale AZIONE VENEZIA

 

Cristian Zara – Responsabile Area Commercio-Artigianato AZIONE VENEZIA

Proposta Progetto di Legge sulle Locazioni Brevi, luci ed ombre

 2023-04-03 Gazzettino Affitti brevi Azione vuole una legge nazionale

Come segreteria comunale di Azione Venezia vogliamo intervenire nella proposta di Progetto di Legge Nazionale sulle locazioni brevi, illustrata  all’incontro promosso da ATA  (Alta Tensione Abitativa) durante l’incontro del 18 marzo u.s.

L’obiettivo di formulare un progetto di legge nazionale a sostegno della residenzialità trova d’accordo il nostro partito , che già da tempo ha istituito un tavolo tematico su questo tema, e sulla regolamentazione delle locazioni brevi che  ne è parte integrante.

Vediamo inoltre con interesse che  questo progetto, a cui partecipano giuristi, amministratori, cittadini, sia redatto in collaborazione con la cittadinanza stessa, infatti grande è stata la partecipazione il 18 marzo  di cittadini veneziani.

A Venezia non si trova casa, molti dipendenti dei principali uffici e servizi pubblici sono pendolari, e della popolazione transitoria di Venezia solo il 5% trova casa.  Nel merito di questo problema l’Europa ha votato un parere favorevole all’individuazione di regole condivise che consentano di definire e gestire le realtà urbane divenute acute e non più sostenibili  in termini di compromessa qualità della vita degli abitanti e della possibiità di trovare casa. L’obiettivo quindi non è solo il rilancio della città, ma l’ottenimento di urgenti modifiche che regolino i principi e gli strumenti per governarne il fenomeno.

Si deve quindi definire Spazi da destinare a locazione breve, tramite regole condivise, e il riordino di quanto già c’è di assegnato.

Non mancano le proposte formulate a tale scopo, dal principio di rotazione degli spazi, su base temporale, all’assegnazione di licenze anche per i piccoli proprietari, ma per periodi prestabiliti nella durata, e molto altro in via di definizione, facendo tesoro delle varie soluzioni adottate nelle maggiori città europee dove già da tempo sono state prese misure per regolamentare le LB.

Quindi siamo d’accordo con ATA, che sia necessario declinare una proposta su scala nazionale (molte altre nostre città soffrono dello stesso problema) che diventi Legge dello Stato e che coinvolga la Regione di competenza e i Comuni direttamente interessati.

Laddove le regolamentazioni sono entrate in vigore è divenuto evidente il cambiamento migliorativo degli effetti sulla cittadinanza sia stanziale che temporanea.

L’introduzione di un numero massimo di giorni/anno sulle LB non commerciali ha definito il tipo di licenza applicabile, se il periodo locato fosse superiore ad una soglia massima prevista, l’attività diverrebbe commerciale con licenza diversa; unitamente a restrizioni per zona a seconda della densità abitativa e turistica.

Questi sono solo alcuni degli esempi possibili da considerare, insieme alla diminuzione degli intermediari e numero di Host.

L’introduzione di questi provvedimenti, dove applicati,  ha variato nei due anni successivi alle modifiche, il numero di locazioni brevi,  diminuendole, e ha modificato in diminuzione anche i valori immobiliari  di qualche punto percentuale.

Per finire riteniamo essenziale che la Regione, oltre al Comune, debba fare la sua parte impegnandosi a lavorare sulle LB, impegnandosi a stendere un Piano Turistico Regionale che contenga l’inserimento del Regolamento Locazioni Brevi, e prenda atto della necessità di ogni conseguente  modifica  nel merito.

Azione Venezia

Il Segretario Comunale, Paolo Bonafè

La Responsabile Residenzialità, Leda Costantini

TASSA D’INGRESSO, VEXATA QUAESTIO

card tassa imbarco
Pare proprio che la tassa d’ingresso, stante quanto riferisce l’assessore Zuin, non vedrà la luce nemmeno entro il 2023. Era stata sbandierata come la panacea di tutti i mali e invece si sta scontrando con ostacoli seri.
Lo diciamo chiaramente: che i turisti giornalieri contribuiscano con un obolo alla manutenzione della città al pari dei turisti pernottanti (che pagano la tassa di soggiorno) non è, in sé, un principio scorretto. Tuttavia, si scontra con tali e tanti problemi applicativi per la gestione delle esenzioni (che non possono non tenere come stella polare la minimizzazione dei disagi per gli abitanti residenti), con tali costi anche operativi che ci pare che il gioco non valga la candela.
Anche perché, se la sua finalità è quella, dichiarata, di fungere da deterrente, farà ben poco. Se fosse quella di fare cassa, il rapporto costi benefici sarebbe assai dubbio.
Ed in ogni caso l’istituto è vanificato ab origine dalla insensata esenzione per tutti i veneti, come abbiamo più volte sottolineato.
Aspettiamo dunque con un certo scetticismo che la Giunta, dopo aver analizzato le 210 osservazioni pervenute, ci faccia sapere cos’ha deciso. Ma tutto fa pensare che finirà in una bolla di sapone. E Venezia merita invece di meglio. Magari un progetto serio..
#ItaliaSulSerio
Paolo Bonafè, Donatella Schiuma, Franco Vianello Moro
Coordinamento Comunale Azione – Italia Viva
Cecilia Tonon
Gruppo Consiliare “Venezia è tua”

MOSE – DEMOLIZIONE PIATTAFORMA DELENDA EST. ANCHE NO..

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2023-03-28 Gazzettino Mose uno spreco demolire la piarda
Come noto, alla bocca di Malamocco, lato S. Maria del Mare, c’è una piattaforma di circa 11 ettari, già infrastruttura di servizio per la realizzazione del MOSE. Mai sottoposta a VIA perché se ne prevedeva lo smantellamento a lavori finiti (per inciso: avere solo pensato di smantellare 11 ettari di cemento la dice lunga sulla dissennata indifferenza ai costi che ha caratterizzato la storia del MOSE).
Ora, le associazioni ambientaliste reclamano il mantenimento dei patti: demolire la piattaforma (costo 40 milioni di euro!) e “restituire” la spiaggia agli abitanti.
Ma ci chiediamo: ha senso spendere 40 milioni e produrre un deleterio impatto ambientale (produzione di polveri, traffico pesante) per smantellare una piattaforma che potrebbe essere utilizzata per, ad esempio, ospitare 11 MW di fotovoltaico (facendo il conto a spanne di un MW per ettaro)? Si tratterebbe di circa un settimo della potenza massima richiesta da tutta la città d’acqua.
Ma non solo: l’isola di Pellestrina gode già di 9 km di spiaggia compartimentata dai cosiddetti “pennelli” (peraltro parzialmente opera dell’uomo a difesa dalle mareggiate), quindi è inconsistente pure l’argomentazione della “restituzione” della spiaggia a sanpierotti e pellestrinotti.
Il calcolo costi/benefici, in termini sia economici sia ambientali, non lascia spazio a dubbi. Noi speriamo davvero che prevalga il buon senso.
#ItaliaSulSerio
Antonella Garro, Segretaria Metropolitana
Paolo Bonafè, Segretario Comunale